Opere finanziate dal FSC. Martina esulta, ma Anci chiede trasparenza
Ammontano a 28.822.090,5 di euro l’importo delle opere finanziate dal Fondo Sviluppo e Coesione che ricadranno sul territorio di Martina Franca. Di questi, solo 12 milioni saranno gestiti direttamente dal Comune e per riqualificare il foro boario di Ortolini e per abbattere lo stadio Tursi e realizzare la tanto annunciata area polifunzionale. Quasi dieci milioni saranno utilizzati per ingrandire l’ospedale di Martina Franca (ma il problema è il personale, non gli spazi) e il resto per collegare il nuovo depuratore alle reti di distribuzione agricola, per permettere al territorio di limitare la sofferenza in caso di siccità. Manca la circonvallazione, che forse avrebbe potuto essere inserita, ma a quanto pare – e come si legge di seguito – sembra essere mancata la concertazione coi territori.
Le opere sono state annunciate ieri in una conferenza stampa con l’assessore regionale Donato Pentassuglia, con il sindaco Gianfranco Palmisano e con la vicesindaca e assessora ai Lavori Pubblici Nunzia Convertini (qui il resoconto completo).
Nel dettaglio le opere, l’ente beneficiario e l’importo complessivo.
Progetto rete irrigua, controllo qualità, disinfezione acque affinate depuratore Martina Franca
ARIF – Agenzia Regionale Attività Irrigue e Forestali
6.258.708,00
Interramento rete idrica di connessione con i pozzi denominati: Catuscio, Tommasone, Volza, Carpari (Martina Franca)
ARIF – Agenzia Regionale Attività Irrigue e Forestali
663.382,50
Interventi di riqualificazione, riuso e utilizzo del complesso di parco Ortolini – I stralcio Martina Franca
Comune di Martina franca (Ta)
5.000.000,00
REALIZZAZIONE DI UN NUOVO CORPO DI FABBRICA PERL’AMPL. DEL P.O. VALLE D’ITRIA DI MARTINAFRANCA
ASL Taranto
9.900.000,00
Lavori di riqualificazione area adiacente al centro servizi da adibire a spazio polifunzionale Martina Franca
Comune di Martina franca (Ta)
7.000.000,00
Nonostante le opere che ricadranno su Martina Franca, non tutti sono contenti, e in particolare gli esponenti del Partito Democratico pugliese (come riportano i maggiori quotidiani locali). Non è contenta nemmeno Anci Puglia, che si fa portavoce della delusione di 33 sindaci: “Spiace molto constatare che nei tavoli di partenariato, a cui l’Anci Puglia ha partecipato ha commentato Florenzia Pascazio, presidente Anci Puglia – non sono stati minimamente condivisi i parametri e le scelte degli interventi che oggi apprendiamo essere stati finanziati. Chiediamo trasparenza rispetto alle decisioni assunte e di condividere un percorso per finanziare le proposte progettuali escluse e che rientrano nelle finalità del fondo. Alcune realtà locali politicamente “vicine” all’ormai ex ministro Raffaele Fitto osservano i sindaci – hanno dichiarato, sulle proprie pagine istituzionali, di aver ricevuto finanziamenti dei quali, però, non è dato conoscere le procedure comparative, di evidenza doverosamente pubblica, di selezione delle proposte progettuali. Sono stati pochissimi i progetti finanziati: in provincia di Lecce si contano nell’ordine di una decina. Chiediamo, anche, di comprendere perché non siano state coinvolte le Aree Interne di Puglia, riconosciute come tali da leggi dello Stato e più titolate a beneficiare di fondi con negoziazione diretta”.
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