(articolo originale pubblicato qui)
Il Tar Lecce accoglie il ricorso (con sentenza di Iliad riguardo l’antenna 5G di sei metri che sarà installata nei pressi de La Lama, uno dei luoghi più suggestivi di Martina Franca. La sentenza, emessa oggi dopo la camera di consiglio di lunedì scorso, condanna il Comune a risarcire le spese legali ma soprattutto sancisce il ritardo della risposta negativa, arrivata dal Suap il 17 ottobre scorso, quando il termine del silenzio-assenso previsto dalla norma era il 29 luglio. Non solo, ma era in ritardo l’annuncio fatto il 13 agosto con il quale si preannunciava il no.
D’altronde, come si evince dalle carte, il parere su cui si fonda il “no” del Comune, arrivato dal IV Settore (Urbanistica), arriva al Suap l’8 agosto, quindi più di una settimana dopo la scadenza prevista dalla norma.
A leggere però il carteggio, il 20 agosto, quindi ben oltre il termine previsto, la Iliad aveva fatto richiesta di accesso agli atti, comportando, secondo le interpretazioni di Palazzo Ducale, un allungamento dei termini. Ma i giudici della seconda sezione del Tar di Lecce non sono stati d’accordo.
Nel frattempo il comitato di cittadini che si è costituito per impedire che l’antenna rovinasse lo skyline del centro storico ha prodotto una relazione e spinto la consigliera comunale Valentina Lenoci – dello stesso partito dell’assessore Roberto Ruggieri cha ha delega al Suap – a chiedere un integrazione al prossimo ordine del giorno del Consiglio comunale, per riconoscere la Lama un luogo di rilevanza culturale. È una ultima chance, anche se è noto che il Comune di Martina Franca, nonostante l’incarico assegnato nel 2019, non ha un piano delle antenne.

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