Antenna Iliad. Il Consiglio comunale vota (quasi) compatto per la tutela

Si riscatta il Consiglio comunale di Martina Franca, votando (quasi) compatto la proposta di tutela per La Lama, per evitare l’installazione dell’antenna di telefonia alta sei metri che metterebbe a repentaglio lo skyline della “città consolidata”. La delibera proposta da Valentina Lenoci su spinta di un comitato spontaneo di cittadini è stata però accompagnata da un emendamento che stralcia la relazione tecnica. Durante la seduta è stato annunciato l’avvio del ritiro in autotutela del parere del Comune.

Meritevole di attenzione, comunque, è la presa di posizione dell’assessore al Suap (l’ufficio che ha gestito la pratica di Iliad) Roberto Ruggieri, che si è assunto la responsabilità politica del fattaccio: “Qualcosa non ha funzionato. Mi assumo la responsabilità politica di questa vicenda, anche se non ho il controllo su tutte le istanze, però è chiaro che la responsabilità politica è del sottoscritto“. Una novità in uno scenario in cui spesso chi ha la responsabilità si nasconde dietro tecnici e tecnicismi. La sentenza del Tar di Lecce, di qualche giorno fa, non è infatti entrata nel merito della vicenda, ma ha ricordato che i sessanta giorni del silenzio-assenso non si contano dal giorno in cui si convoca la conferenza dei servizi, ma dal giorno di presentazione dell’istanza.

Ruggieri inoltre cita l’articolo 60 del nuovo regolamento edilizio comunale:

Considerato il pregio architettonico ed ambientale della zona A del vigente strumento urbanistico e della fascia media di 50 m dal perimetro del centro storico, è vietata l’installazione di antenne di impianti di telecomunicazione e radiotelevisione comprese le relative strutture di supporto. Fuori dalla predetta area, l’installazione di impianti per telecomunicazioni e RSB è assoggettato al rispetto della disciplina vigente ed al “Regolamento comunale per la disciplina delle installazioni, il monitoraggio, il controllo e la razionalizzazione degli impianti per telecomunicazioni operanti nell’intervallo di frequenza compresa tra 100 Khz e 300 Ghz” approvato con Delibera di C.C. n. 134 del 18/12/2019.
Le infrastrutture di reti in fibra ottica devono essere realizzate secondo i criteri e le modalità stabilite dal comune, con particolare riguardo all’uniformità sull’intero territorio della colorazione degli apparati fuori terra (armadi ottici).

Un articolo citato anche dal sindaco Palmisano nel suo intervento, durante il quale ha ribadito che la posizione della città sulle antenne nel centro storico è stata espressa chiaramente anche nel Pug: “Non voglio che passi il concetto che Martina non si svende alle multinazionali. Quando si arriva a Martina si arriva in punta di piedi e chiedendo permesso“. Un intervento, quello del sindaco, in cui non sono mancate le stoccate ai dirigenti al quale ha chiesto maggior attenzione.

Anche l’opposizione di centrodestra ha votato compatta a favore del provvedimento. Michele Marraffa, Forza Italia: “Ritengo una forte arroganza da parte della multinazionale che a spese dei cittadini e dell’amministrazione si prende questo lusso. Voteremo a favore per non consentire questo tipo di arroganze sul nostro territorio“.

La consigliera Grazia Lillo ricorda che il suo partito, Fratelli d’Italia, aveva presentato a luglio una interrogazione consiliare sul tema, che però è arrivata in Consiglio solo a novembre: “Questo atto che stiamo provando per far passare e pensiamo e speriamo che possa in qualche maniera lenire il problema. Con tutta onestà, dico che purtroppo ne dubito, ma lo spero per i cittadini“. Nel suo intervento ha spiegato come la sua posizione non sia incoerente con quella del Governo Meloni, nel cui decreto Coesione ha inserito un ulteriore emendamento per agevolare le necessità delle imprese di connessione. Un emendamento, però, come ricorda la Lillo, che riguarda solo le aree bianche ma che permette alle aziende di superare i piani comunali di installazione, di cui Martina Franca è priva dal 2019, come ricorda la stessa consigliera.

Toccherà a Giusepe Serio (Visione Comune) ricordare che è stato il decreto Gasparri, nel 2003, a spianare la strada alle installazioni.

Al termine della lunga discussione, però, il Consiglio ha dato prova di mettere al primo posto – almeno in questo caso – ciò che la città considera di valore: la nostra storia, il nostro centro storico.

L’unico astenuto è il consigliere comunale di maggioranza Antonio Curia che giustifica così la sua scelta: “Mi asterrò dal votare il provvedimento, per attirare l’attenzione di tutti sulla necessità di tutelare il bene senza gravare sull’utenza”. Il riconoscimento del valore culturale de La Lama potrebbe, secondo alcuni, complicare la vita ai proprietari e a coloro che lì ci vivono.

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Commenti

Una risposta a “Antenna Iliad. Il Consiglio comunale vota (quasi) compatto per la tutela”

  1. […] la determina dirigenziale con la quale si annunciava il rigetto. Subito dopo il Consiglio comunale si era espresso (il 6 febbraio) all’unanimità (tranne per l’astensione del consigliere Antonio Curia) […]

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