La città inizia a battere i pugni nei confronti di una gestione del verde che al momento ha come risultato diversi alberi sani abbattuti. La vicenda di via Madonna Piccola, sollevata da un nostro lettore, e sulla quale è anche intervenuta Fratelli d’Italia, registra una durissima presa di posizione da parte di Legambiente Valle d’Itria e del WWF Trulli e Gravine.
Nella lotta ai cambiamenti climatici anche il verde urbano rappresenta una preziosa ed efficace risorsa. Il verde urbano se adeguatamente pianificato, progettato e gestito, può svolgere molte funzioni e produrre importanti benefici per l’ambiente, perché migliora la qualità dell’aria e del clima urbano, ma garantisce anche benefici per la società perché rende le città più sicure per la salute dei cittadin3.
Le piante e le zone verdi, infatti, aiutano ad abbassare la temperatura dell’aria tra i 2°C agli 8°C, a ridurre l’uso del condizionatore del 30%, consentendo un risparmio dal 20% al 50% sui costi di riscaldamento, e soprattutto contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria. Inoltre, un solo albero è in grado di assorbire mediamente 20 kg di CO₂ all’anno, e le grandi alberature urbane rappresentano barriere naturali contro polveri sottili e filtri di agenti inquinanti.
Nonostante tutto questo, ancora una volta a farne le spese sono stati gli alberi e, quindi, la salute di noi cittadin3.
Nei giorni scorsi, con i lavori di rifacimento dei marciapiedi in via Madonna Piccola, sono stati abbattuti 6 tigli sani.
Abbiamo immediatamente chiesto spiegazioni all’Amministrazione comunale, che ci ha risposto: “Stavano rovinando il marciapiede”, “non passavano le carrozzine”, “li ripianteremo altrove”. Risposte che purtroppo confermano una visione miope e arretrata della gestione del verde urbano, dove di fronte ad un “problema” la soluzione è sempre e solo una: il taglio sbrigativo ed “economico” degli alberi e la falsa promessa di una errata compensazione.
Quando si abbattono alberi, non si elimina soltanto un elemento del paesaggio, ma si altera profondamente l’equilibrio dell’intero ecosistema locale. Un albero maturo ospita decine di specie, contribuisce alla qualità dell’aria, alla regolazione del microclima urbano, al ciclo dell’acqua e alla protezione del suolo.
Non è più tollerabile trattare gli alberi come pedine del Risiko, da abbattere o spostare a piacimento, “in un posto da individuare in futuro…”. È utile ricordare che “le linee guida per la gestione del verde urbano” del Comune di Martina Franca, che La Giunta comunale, adottò con Delibera di Giunta Comunale n. 541 del 19.12.2013, dicono che: “Per ogni abbattimento effettuato devono essere impiantati uno o più esemplari arborei che per volume della chioma mantengano almeno costante il patrimonio verde esistente in città”. Inoltre, nel procedere a questi abbattimenti senza una verifica pubblica della compensazione effettiva della chioma, non rispetta la normativa nazionale vigente, infatti, abbattere alberi senza garantire una reale compensazione viola apertamente i CAM, e ignora quanto stabilito anche dalle Linee guida ISPRA per la gestione del verde urbano (“Linee guida per la gestione del verde urbano e la tutela degli alberi in città”, ISPRA, 2020), che raccomandano la conservazione prioritaria degli alberi esistenti e, in caso di necessità assoluta di abbattimento, la compensazione reale e proporzionata.
Si confida, dopo la tempesta mediatica di questi giorni, che si intraprenda un percorso organico supportato da un concreto processo partecipativo che, a partire dall’ascolto dei cittadini, porti l’amministrazione alla condivisione trasparente del piano degli abbattimenti e, soprattutto, a una redazione condivisa del piano dei reimpianti e delle sostituzioni. Le nuove piantumazioni dovranno attenersi a precisi criteri come la distanza tra gli esemplari e lo spazio di terreno circostante a loro disposizione, tali da consentirne una crescita in salute e non incorrere nel rischio, tra qualche anno, di nuovi abbattimenti. Indispensabile risulta la scelta ed un piano organico delle specie da piantare.
Per garantire l’approccio strategico di medio-lungo periodo, è essenziale che l’Amministrazione comunale, sia in possesso e applichi concretamente strumenti di gestione del verde pubblico come il censimento del verde, il piano del verde, il regolamento del verde pubblico e privato e il bilancio arboreo che rappresentano la base per una corretta gestione sostenibile del verde urbano. Purtroppo siamo in forte ritardo visto che, nell’estate del 2021 venne consegnato il censimento del verde che, in attesa di verifiche (?), non è mai stato pubblicato e reso pubblico, e il 20 dicembre 2023 è stata presentata la bozza del piano verde, ma sono passati 15 mesi e non si è più saputo nulla…
Chiediamo un cambio di passo immediato. Il verde deve farsi strumento nella progettazione stessa delle città, non essere la “ciliegina verde” per rendere più grazioso l’arredo urbano.
Basta alberi abbattuti. È tempo di risposte concrete.

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