Tumori superiori del 5% a Martina Franca? Il capo del dipartimento Salute della Regione Puglia ha scritto, lo scorso 27 giugno, al sindaco Palmisano, mettendolo al corrente di quanto si evincerebbe da una relazione dell’Asl Taranto fatta a marzo di quest’anno dalla quale nonostante non ci sia un significativo aumento di mortalità, lo sono invece i casi di tumore.
Nella relazione, fatta in data 17 marzo 2025, quindi appena un mese dopo la richiesta ministeriale, si legge: “Il calcolo dei rapporti standardizzati di mortalità e di rischio relativo liscio specifici per causa di morte (periodo 2012-2021) non ha evidenziato incrementi statistici significativi nei residenti di Martina Franca per le malattie ambiente-correlate (cardiovascolari, respiratorie, ecc.) e allo stesso tempo, analizzando il rapporto sui tumori relativamente ai dati 2015-2019, sembrerebbero esserci dati statistici significativi del 5% per alcune patologie tumorali”. Nella lettera si legge che non ci sono particolari sforamenti per le emissioni analizzate (PM10 e biossido di azoto), che sono in linea con la media regionale e con la normativa vigente, ma “Ciononostante, dal punto di vista sanitario occorre sottolineare che le medie di concentrazione annuale di PM10 e NO₂, rispettivamente pari a 23 µg/m³ e 26 µg/m³, si attestano al di sopra dei valori indicati per questi inquinanti dalle linee guida OMS 2021 sulla qualità dell’aria (15 µg/m³ per PM10 e 10 µg/m³ per NO₂). Pertanto, potrebbero essere associati a un carico di malattia ambiente-correlato e a un aumento di mortalità complessiva”.
Che ci fosse un problema di polveri sottili a Martina Franca è noto. Nel 2021 abbiamo raccontato dei frequenti sforamenti registrati dalla centralina di Arpa Puglia collocata nei pressi della scuola Grassi (qui l’articolo), che non generò nessuna reazione dalla politica che avrebbe potuto prendere provvedimenti già da tempo. Sulla vicenda il medico dell’ISDE Maria Grazia Serra dichiarò che la situazione “non è compatibile con la salute”.
A seguito della lettera, il sindaco Palmisano ha chiesto un incontro ad Asl Taranto per conoscere i dettagli della relazione di marzo, la quale sembra non sia stata comunicata al Comune.
La vicenda è stata portata a galla grazie all’attivismo di un residente del quartiere della stazione.

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