Vendesi hotel a Martina Franca

Oggi pomeriggio, dalle 16.00, il Consiglio comunale sarà impegnato a gestire l’ultima opportunità di soluzione per l’abbattimento dell’Hotel Castello. All’ordine del giorno c’è la proposta di votazione di una delibera di indirizzo con la quale Palazzo Ducale si impegnerà ad inserirà il gigantesco rudere nel registro delle alienazioni disponibili, sperando che un privato possa acquistarlo e in cambio avere la possibilità di costruire, praticamente, un enorme quartiere residenziale, con negozi, uffici e centri direzionali.

Per approfondire: l’idea dell’Hotel Castello nasce negli anni in cui Cesare Brandi pubblicava il noto libro “Martina Franca”. Era il 1968.

Dopo i due tentativi falliti di inserire l’hotel nelle proposte di rigenerazione urbana (che soggiacevano però sempre le stesse strategie: chi si prendeva l’hotel, accollandosi i costi di demolizione, poteva ricostruire le cubature dove preferiva), il Comune si gioca le carte finali.

Il rudere il 20 dicembre 2013 diventa di proprietà del Comune, che lo paga 341.999,73 euro, approvando un apposito debito fuori bilancio con il voto unanime del Consiglio comunale.

Nella proposta elaborata dal dirigente Lorenzo Lacorte e protocollata il 30 dicembre scorso, ci sono tre possibilità:

Proposta “0”

Demolizione dell’intero immobile a carico del Comune, finalizzata al recupero dell’area per allocarvi servizi di pubblica utilità. In questo caso l’immobile non sarebbe inserito nel piano delle alienazioni e l’area sarebbe sistemata a cura e spese del comune. L’area, pertanto, a seguito della demolizione potrebbe essere funzionale al sistema insediativo del Pergolo, rafforzando la propria vocazione di contesto dei servizi anche a carattere sovracomunale.

Proposta “1”

Alienazione dell’immobile e intervento sostanzialmente conservativo quantomeno delle volumetrie dei corpi “Y” e “J” ed il riconoscimento della volumetria a suo tempo assentita di 67152 mc. Si prevede inoltre la rifunzionalizzazione dell’immobile con destinazioni: residenziale ed usi strettamente connessi, turistico-ricettiva, direzionale, commerciale, escluso il commercio all’ingrosso. La trasformazione prevede, in ogni caso, che parte delle aree siano cedute come aree a standard in funzione delle attività che si insedieranno e aree per viabilità.

Proposta “2”

Alienazione dell’immobile e demolizione integrale del fabbricato esistente con la riconversione a nuove funzioni della volumetria ricostruita in parte nella misura di 48197 mc, con minore altezza rispetto all’attuale. Si prevede inoltre la rifunzionalizzazione delle volumetrie ricostruite con destinazioni: residenziale ed usi strettamente connessi, turistico-ricettiva, direzionale, commerciale, escluso il commercio all’ingrosso. La trasformazione prevede, in ogni caso, che parte delle aree siano cedute come aree a standard in funzione delle attività che si insedieranno e aree per viabilità.

Le ultime due proposte sono in variante al Piano Regolatore Esistente. La proposta di deliberazione vede una sintesi della proposta 1 e 2, nel “nel senso che, l’acquirente dell’immobile potrà scegliere tra i due regimi urbanistici quello più sostenibile sotto in profilo tecnico-economico”. Il privato che deciderà di investire potrà scegliere se abbattere del tutto il rudere, oppure restaurarne una parte.

Quello che è certo, però, a pochi mesi dalla possibile approvazione di un Piano Urbanistico Generale il cui contenuto si baserà su risparmio di suolo e di conservazione dell’esistente, si approvi di fretta un atto di indirizzo con il quale, in variante al Piano Regolatore attualmente esistente, ma già scaduto, si permetterà di fatto la costruzione di fatto di un nuovo quartiere residenziale, a ridosso del futuro nuovo stadio comunale.

Tu cosa faresti?

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Commenti

Una risposta a “Vendesi hotel a Martina Franca”

  1. […] L’ex Grand Hotel Castello, noto imponente immobile che si erge in zona Pergolo e da decenni si impone sullo sky line di Martina, è stato progettato fra gli altri, dall’ingegnere Sergio Musumeci. La sua costruzione, iniziata negli anni sessanta, è rimasta incompiuta. […]

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