Pasticcio elezioni. Riconteggio finito. Pulito non ce la fa. Lasorsa: “Presidenti impreparati”

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Elezioni Amministrative 2017, Politica



Le elezioni martinesi sono finite (quasi) oggi. Il riconteggio effettuato in Prefettura, a Taranto, alla presenza degli avvocati di parte (Cimaglia per il Comune, Lasorsa e Micolani per Franco Ancona e Francesco Dodaro per Pino Pulito) ha rimandato al Tar di Lecce circa sessanta schede dubbie, sulle quali si esprimerà ufficialmente solo il 21 marzo. Nel frattempo, però, dai verbali dei riconteggi delle sezioni 9, 13 e 39 (non è stata ammessa la richiesta per la sezione 40), e dalle dichiarazioni rilasciate qui e lì da Pasquale Lasorsa e da Giacomo Conserva, si può capire che non ci sono i margini perché il risultato elettorale venga inficiato. “Nella peggiore delle ipotesi” ci dice Pasquale Lasorsa “il distacco tra noi e Pulito è di 15 schede“.

Giacomo Conserva, Forza Italia, che dal primo istante ha seguito la vicenda anche dal punto di vista politico, prova a spostare l’attenzione sul risultato e sul ricorso: “Il riconteggio disposto dal Tar, nella fase istruttoria sino ad oggi espletata, evidenzia in maniera obiettiva quella che è la fondatezza dei due motivi principali del ricorso proposto da Pino Pulito: il primo concernente la richiesta di annullamento del turno elettorale, il secondo, sulla non attribuzione di voti al candidato sindaco Pino Pulito, in relazione a n. 4 sezioni“. Ovvero: il Tar potrebbe annullare le elezioni e comunque sono state trovati voti in più per Pulito.

Il punto è che sono stati trovati voti in più anche per Ancona, dalle schede nulle reinterpretate. Secondo Lasorsa questo è sintomo di impreparazione inadeguatezza dei presidenti, scelti dalla Corte d’Appello, che a loro volta si scelgono i segretari: “Il Comune deve fare dei corsi per presidenti e segretari, che questa volta ha fatto. Bisogna fare le simulazioni, e non limitarsi a dare i libretti“. Per capirne di più, basti pensare a cosa è accaduto nella sezione 9.

Pulito e i suoi non si danno per vinti, chiedono l’apertura anche della sezione 40: “Qualche illuminato giurista e preveggente che ha già fatto la sentenza , ahimè sbagliando vistosamente , deve spiegare perché oggi , così come si evince dal verbale odierno in allegato , su invito del vice prefetto , ha preferito non rivedere , con onestà intellettuale , le 46 schede contestate e rinvenute nella sezione 13 e, senza una conoscenza certosina della materia amministrativa ( almeno da quanto ci risulta ) , ha l’ardire di sostenere che non vi sia stata alcuna anomalia e/o irregolarità del turno elettorale“, scrive Conserva.

Lasorsa chiosa: “Io credo che riconoscere l’esito del voto anche quando sub iudice è un dovere istituzionale. Le Istituzioni vanno rispettate anche per dovere nei confronti dei propri elettori“.

Se siete proprio curiosi di leggere i verbali del riconteggio, potete cliccare qui.


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