Ex Ospedaletto e Laboratori Urbani. Bando deserto. Le associazioni: “Condizioni proibitive”

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Politica, Società


Come avevamo anticipato qualche tempo fa, il Comune di Martina Franca sembra essere in difficoltà per l’aggiudicazione della gestione delle due strutture ristrutturate grazie al progetto Laboratori Urbani della coppia Vendola-Minervini, e che dal 2012 all’anno scorso hanno animato i centro storico e il quartiere Carmine diventando il punto di riferimento per decine di giovani impegnati e preparati. Il bando è scaduto il 28 maggio scorso e nessuno ha presentato una proposta per la gestione. La gestione delle due strutture, affidate da subito al Kismet di Bari, era stata prorogata fino all’ultimo minuto possibile e sembra che quest’estate saranno vuote, mute, a testimonianza che quando la creatività e la partecipazione incontrano la burocrazia, questa vince.

Partecipare al bando? Ci abbiamo pensato e ci abbiamo lavorato” commenta Michele Pastore, presidente dell’aps Terra Terra, che realizza le iniziative Manufacta e Manuscripta, “fino all’ultimo abbiamo provato a capire come potessimo fare, ma per un’associazione le condizioni erano proibitive. Abbiamo calcolato che i costi di gestione ammonterebbero a più di diecimila euro all’anno, tra bollette, commissione di pubblico spettacolo, altre spese. Inoltre nel bando c’era scritto che il Comune avrebbe dovuto avere venti giornate senza oneri per l’utilizzo della struttura, e non era chiaro se nella gratuità fosse compresa anche la SIAE“. Terra Terra queste domande le ha poste tramite PEC: “Abbiamo avuto un’unica risposta nella quale sostanzialmente ci invitavano a leggere meglio il bando. Pensiamo che così com’è fatto non favorisca la partecipazione delle associazioni, o comunque di soggetti che non hanno il profitto come unico obiettivo. Tra i suggerimenti per raggiungere la sostenibilità economica ci veniva fatto quello del bar. Ma noi facciamo cultura, come prima attività“.

Sulla stessa scia di Terra Terra, anche Legambiente Valle d’Itria. Nanni Palmisano, presidente dell’associazione, commenta: “Abbiamo avuto alcuni incontri con l’Amministrazione, durante i quali le associazioni hanno espresso le loro perplessità. Siamo riusciti a far distinguere le due strutture, favorendo la partecipazione di diversi soggetti, ma le condizioni del bando non favoriscono la partecipazione delle onlus. Ora attendiamo di vedere il nuovo bando“.

Comunque vada, le due strutture, fino ad un anno fa punto di riferimento per i giovani del territorio, saranno chiuse per l’estate, nonostante tanti turisti cerchino Manufacta nelle stradine del centro storico. L’impressione è che il Comune di Martina Franca, che si è fatto sfuggire alcune opportunità di finanziamento per tenere vivi quei posti, non abbia una idea precisa di cosa fare delle due strutture e che si faccia guidare più dai presunti vincoli burocratici, che da precise direzioni politiche. Aleggia la possibilità che quegli spazi, Villa Carmine e l’ex Ospedaletto, strappati all’abbandono da un lungimirante progetto regionale, per essere affidati ai giovani per attivare processi di responsabilizzazione e avvio all’impresa, siano consegnati chiavi in mano a aziende che misureranno le loro attività in termini di fatturato e non di crescita culturale. È indicativo, ad esempio, che dall’esperienza di Manufacta siano nate alcune imprese che lavorano attivamente e che il lavoro di Arte Franca abbia favorito nuove aggregazioni e produzioni artistiche. Peccato però che questi risultati, che potrebbero essere misurati attraverso indicatori di performance specifici, o non sono conosciuti, oppure non sono tenuti in considerazione da chi amministra.

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