Villa Carmine attende che si accendano le luci

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Politica, Società


Le luci del piano inferiore della Villa del Carmine sono spente. Questo perché quelle luci dipendono dal quadro di Arte Franca, il laboratorio urbano chiuso ormai da un anno, e così per andare in Villa Carmine di sera serve una torcia (basta quella del cellulare). Nel frattempo però su questo posto si stanno incrociando gli interessi di tanti di buona volontà, supportati o meno dall’Amministrazione Comunale. Mentre si attende di conoscere l’esito del bando per l’assegnazione gratuita dello spazio (andato deserto una prima volta), il cui risultato pare si debba conoscere in settimana, gestito di fatto dall’assessorato ai Servizi Sociali (Tiziana Schiavone – PD), l’assessorato alla Partecipazione (Valentina Lenoci – PD) ha organizzato un evento attraverso il quale si chiedeva alla città di contribuire con delle idee per il futuro del luogo, nonostante il bando fosse ancora in corso e non assegnato. Il risultato del processo di partecipazione è stato condiviso in maggioranza giovedì scorso e in sintesi è emerso che si dovrebbe riqualificare gli spazi verdi all’interno della villa e comunque potenziare il verde, magari attraverso un disegno tale da attirare visitatori. Un discorso a parte riguarda l’affaccio, che la città vuole riconquistare, ma senza fare nessuna “ferita naturalistica”. Poi c’è la parte relativa alla sicurezza: troppo cemento, poca illuminazione, moltissime barriere architettoniche. Secondo chi ha scritto la relazione di restituzione se all’inizio del processo le persone coinvolte convenivano di risolvere il problema con le telecamere, col passare del tempo si sono resi conto che lo strumento più efficace è riportare vita all’interno della villa. Ma cosa fare, in sostanza?

  • Attività legate all’infanzia
  • Attività sportiva all’aperto
  • Area relax con amache e eco-capsule
  • Riqualificazione dell’anfiteatro per accogliere le manifestazioni estive
  • Laboratori e attività per bambini
  • Spazio di coworking, biblioteca aperta e bookcrossing
  • Bar e ristorazione

Per la gestione dal processo emerge la necessità di attivare un comitato di gestione che abbia l’ingrato compito di restituire alla città un luogo che ha subito interventi “scellerati”.

Non si comprende, comunque, cosa si intende per “scellerati”, dato che negli ultimi anni quel posto è stato riconsegnato (senza trattino) alla città già con i Laboratori Urbani che, tra mille difficoltà hanno tenuto attivo un posto, facendolo diventare un punto di riferimento per decine di giovani (e almeno le luci accese). Nell’indeterminatezza del possesso, comunque, dato che al gestore dell’ex Tennis Club spettava solo l’ultimo livello, nessuno si è occupato davvero della villa, ma in tanti hanno rivendicato il diritto di dire delle cose. Come se non bastasse, anche l’assessorato ai Lavori Pubblici (Gianfranco Palmisano – PD), il 22 agosto scorso, aveva affidato per quasi ventimila euro l’incarico diretto per gli interventi di riqualificazione “anche attraverso l’avvio di una consultazione pubblica” (qui la delibera), incarico poi o revocato o al quale il professionista agronomo ha rinunciato (questo passaggio non è ancora chiaro).

Facendo sintesi, quindi, abbiamo la gestione dell’ex Tennis Club che sarà presto affidata dopo un bando scaduto da tempo e il cui risultato si attende da settembre (almeno), a cui hanno partecipato due soggetti  che non potevano conoscere gli esiti dell’iniziativa presentati la scorsa settimana. E se ci mettiamo anche l’incarico al professionista, abbiamo l’azione concentrica e disordinata di tre assessorati diversi. Il futuro del luogo sarà sicuramente fantastico.


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