Una nuova Valle d’Itria che porta la firma dei giovani amministratori

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Si potevano scegliere diverse foto per raccontare il pomeriggio di ieri a Cisternino, quando i sindaci (o i loro rappresentanti) di Alberobello, Ceglie Messapica, Cisternino, Locorotondo, Martina Franca e Ostuni hanno firmato un protocollo che segna ufficialmente la nascita di una Valle d’Itria nuova, consapevole del proprio valore e forse del proprio posto nel mondo. La foto migliore è quella degli assessori al turismo dei sei comuni, giovani amministratori che hanno messo da parte differenze di appartenenza e differenze geografiche e si sono impegnati da mesi per portare a casa un difficile e non scontato risultato. Un risultato che porterebbe anche la firma di Stefano Coletta, a cui lo stesso sindaco di Martina Franca ha riconosciuto il merito. Gli assessori al turismo dei sei comuni sono riusciti a compiere il primo passo verso una unificazione anche narrativa di uno dei territori più belli del sud, compiendo un passo avanti rispetto a quanto fatto dai loro omologhi nel 2013 (Lasorsa per Martina Franca, Antonelli per Locorotondo e Loparco per Cisternino), quando a Martina Franca firmarono un documento simile (qui si può leggere l’originale) ma che di fatto non portò a nulla di concreto. La differenza questa volta potrebbe essere proprio dalla capacità dei giovani amministratori di condividere una visione che va oltre le appartenenze, essendo capaci di guardare in una prospettiva a lungo termine.

Nella foto, nell’ordine, si possono riconoscere: Antonello Laveneziana (Ceglie Messapica), Antonella Ivone (Alberobello), Ermelinda Prete (Locorotondo), Vittorio Carparelli (Ostuni), Mario Saponaro (Cisternino) e Gianfranco Palmisano (Martina Franca).

Il contenuto del documento, come dicevamo, è molto simile, ma a differenza del 2013 si allarga il riconoscimento ai comuni di Ostuni, Ceglie Messapica e Alberobello. Lo scopo, dicevamo, è lavorare sull’identità, che può essere tradotto in “brand”, anche se i due concetti si sovrappongono, ma fino ad un certo punto. E gli assessori hanno iniziato da quello che è più urgente, ovvero unificare l’offerta del cartellone estivo, per far percepire il territorio come un sistema e non come una giustapposizione di comuni diversi. Nel protocollo firmato dai sindaci, si legge che ogni anno entro il trenta aprile sarà approvato un programma annuale di iniziative turistico-promozionali e che sarà formata una cabina di regia composta dagli assessori al turismo, ma che saranno anche coinvolti gli enti di promozione turistica: Proloco, Info Point, Ecomuseo, Gal Altosalento, Gal Valle d’Itria, Maac, Sistema gusto d’arte e altri esistenti o a farsi.

Si parte quindi dall’offerta eventistica, ma si lavorerà per essere presenti alla Bit di Milano con un’unica offerta, fino a riconoscersi in un’unica entità territoriale, che magari possa servire a superare i cavilli delle leggi che, ad esempio, hanno impedito che ci fosse un’unica gestione dei rifiuti, come ha saggiamente ricordato il sindaco di Martina Franca (Comune che condivide l’Aro con Laterza, a 50 km).

Le fondamenta della Valle d’Itria del futuro sono state gettate ma ora bisogna stare attenti e valutare ogni passo, evitando di farsi prendere dalla fretta, perché ogni errore commesso si rischia che si paghi per i prossimi vent’anni. Essendo giovani, gli assessori al turismo sanno già che alla loro generazione devono rivolgersi, che è più connessa, più aperta, meno sensibile ai confini, ma dovranno anche rivolgersi alle imprese, dimostrando che il progetto potrà non solo essere sostenibile, ma anche l’unica strada certa percorribile per tenere insieme la valorizzazione del territorio e un nuovo e più sostenibile sviluppo economico.


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