Martina Franca. L’illuminazione che verrà

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Politica, Società


Martina Franca avrà una nuova illuminazione, a LED, che esalterà le sue bellezze e renderà più sicure le strade, ci saranno nel centro storico tre percorsi luminosi per favorirne la fruizione da parte dei turisti e l’Amministrazione si starebbe impegnando a salvaguardare i lampioni di Basile, in ferro battuto, che caratterizzano fortemente la parte antica della città, come voluto dai cittadini.

Questo è emerso ieri sera, durante la presentazione del Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale (PRIC), realizzato dagli ingegneri Pietro Palladino di Milano e Donatello Olivieri di Martina Franca, alla presenza del sindaco, della giunta e moderato dal consigliere Giuseppe Cervellera. Al primo è toccato spiegare in linee generali perché i LED non devono farci paura, mentre il secondo è entrato più nel dettaglio. Il PRIC si può leggere integralmente qui –> link.

Per quanto riguarda l’illuminazione pubblica si andranno a sostituire tutti i punti luce con apparecchi a LED nel centro storico saranno individuati tre percorsi luminosi: a) la cerchia delle mura; b) la salita di Montedoro, la via del Barocco Nobile; c) il Ringo. Nella relazione descrittiva si legge: “Senza nulla togliere agli abitanti di Martina Franca, né alle loro sacrosante esigenze, sia che siano riferite al vivere o al lavorare, è pur vero che l’essere essa stessa patrimonio artistico di importanza nazionale, ci obbliga a considerare questo luogo in un’accezione del tutto particolare. Non si può infatti prescindere dall’idea che questa città debba offrire al visitatore il meglio di sé, sia per far si che questi ne trovi godimento, sia perché attraverso una buona presentazione della città, più gradevole e lunga sarà la sua permanenza e maggiori saranno i benefici di cui potrà godere l’intera comunità locale. In quest’ottica grande ruolo assume l’illuminazione pubblica. La luce può e deve divenire strumento di abbellimento della città ed è proprio in base a questa visione che si è ritenuto necessario creare dei percorsi luminosi, una sorta di itinerari turistici preferenziali che, attraverso vie, piazze e vicoletti, collegano i siti più interessanti, mettendo insieme un susseguirsi di ambienti luminosi in equilibrio fra di loro“.

Percorsi luminosi nel centro storico di Martina Franca

Grande sorpresa è stata invece scoprire qualche settimana fa che nell’ammodernamento dell’illuminazione pubblica i vecchi lampioni di ferro battuto, che spesso sono copertine e frontespizi di pubblicazioni turistiche su Martina Franca, sarebbero stati sostituiti. Nel project financing proposto più di sei anni fa (il cui percorso non è stato scorrevole), non si era tenuto conto del valore affettivo e simbolico dei lampioni, e nemmeno a Palazzo Ducale, probabilmente, dato che prima dell’inizio di ottobre questo argomento non era stato discusso pubblicamente. Alla domanda specifica di Franco Di Giuseppe,rappresentante del Comitato del Centro Storico in merito al futuro dei lampioni, è lo stesso Palladino a rispondere che sarebbe meglio recuperarli, anche se costerebbe di più: “Si potrebbero recuperare ma alcuni pezzi andrebbero rifatti ex novo. Si dovrebbe fare una conversione a LED da un costruttore e farsela certificare. Ricordo che una lanterna come questa costerebbe 4/5 volte di più. Tutto si può fare. Andrebbe fatta una progettazione sia a norma dal punto di vista morfologico sia dal punto di vista prestazionale. Se c’è una valenza storica e affettiva, si può fare. Io le recupererei. Noi italiani abbiamo la cultura della conservazione, riusciamo ad aggiustare tutto. Questa è la nostra capacità. Mi rendo anche disponibile a darvi una mano“. Alla stessa sollecitazione, per la quale già Cervellera aveva promesso il tentativo di recupero, risponde l’assessore e vicesindaco Gianfranco Palmisano: “Ci siamo attivati per tentare di recuperarli anche se questo potrebbe comportare un aumento dei costi“. L’intenzione c’è, sembra, ma non c’è la certezza, anche perché, lo ripetiamo, prima di ottobre 2018 sembra che nessuno avesse mai alzato il naso per accorgersi del patrimonio di lampioni in ferro battuto. Il PRIC stesso arriva dopo aver affidato già l’appalto per il rifacimento dell’illuminazione, nonostante la logica volesse il contrario. Ora toccherà al Consiglio Comunale approvarlo. La valenza del PRIC, comunque, è puramente di indicazione, non è prescrittiva. Lo ricorda Oliveri: “Abbiamo redatto uno strumento, dando indicazioni. Toccherà poi al progetto esecutivo mettere in atto le indicazioni. Noi siamo arrivati a redigere il piano quando il progetto preliminare era stato approvato. Non potevamo inserire altre lavorazioni che avrebbero compromesso il calcolo economico. Il nostro compito era quello di dare alla strada una categoria, di dire come doveva essere illuminata“.


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