In attesa di conoscere la sentenza sui lampioni in ferro battuto del centro storico e comunque dell’approvazione del PRIC da parte del Consiglio Comunale, abbiamo fatto due chiacchiere con Nico Blasi, di Umanesimo della Pietra, al quale abbiamo chiesto un parere sulla possibile sostituzione dei lampioni in ferro battuto. Lo studioso e storico locale sembra essere stato contattato una volta da chi ha redatto il PRIC ma non è mai stato chiesto ufficialmente un contributo. Durante la presentazione del Piano Regolatore lo stesso assessore Palmisano, ha dichiarato che l’Amministrazione sta facendo di tutto per mantenere i vecchi lampioni. Ma non sappiamo bene nè come nè in che modo. Nico Blasi su questo punto è preciso: se i lampioni saranno sostituiti, qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di dirlo chiaramente. Nel frattempo l’assessore alle Attività Culturali Tonino Scialpi, sul suo profilo Facebook scrive una sintetica cronistoria della pubblica illuminazione nel centro storico, pubblicando, tra le altre cose, le immagini della mostra dedicata a Salvatore Basile, artista locale a cui si attribuisce la paternità dei disegni dei lampioni, di cui abbiamo un video, pubblicato da Itriattak:
In merito alla nuova illuminazione, qualcuno ha chiesto un parere storico a Umanesimo della Pietra?
“Sono venuti con idee vaghe, dicendo che i lampioni sarebbero rimossi perché non potevano montare la nuova tecnologia a LED. Inoltre secondo loro potevano essere pericolanti. Non comprendo se si vogliono levare pregiudizialmente. Il problema sarà posto perché, essendo in ferro battuto, si dovranno stivare da qualche parte e non saranno regalate. Mi vennero a trovare il progettista e un tecnico di Milano, mi pare. Non mi sono confrontato con gli assessori, che come si dice oggi, sono stati eletti. Ma essendo in un sistema democratico, quello che fa la maggioranza che governa è controllato dalla minoranza. Io ora faccio parte della minoranza che si oppone. La cosa grave, dal punto di vista culturale e di immagine della città è che l’anno scorso è stata fatta con suono di grancassa e violini una retrospettiva su Salvatore Basile, che mi sembra sia quello che ha disegnato quei lampioni e che poi sono stati realizzati da un valente fabbro. A che serve ricordare le opere dei martinesi, anche se minori, se poi devono essere cancellati. La cosa più stupida che viene riferita è che questi lampioni sono pericolosi e possono cadere. Qualche anno fa quando si tentò di toglierle il problema era la mancanza di sportellini per cambiare le lampadine. Mantenerli non penso possa essere una spesa impossibile per un’amministrazione che si dice attenta ai problemi del centro storico. A meno ché l’operazione non sia come quella della Regione Puglia, che sta acquistando a seicento euro plafoniere che sul mercato valgono duecento”.
I vecchi lampioni hanno un valore storico o culturale?
“I lampioni del centro storico sono coagenti dell’immagine della città. Tutti quelli che fanno le foto, anche quando ci sono nevicate eccezionali, cosa vanno a fotografare? Non ci sono cartoline del centro storico senza che ci sia un lampione. Probabilmente questo nuovo sistema di illuminazione sarà innovativo e più bello, ci farà sembrare un enorme cortile di McDonald. La questione è cosa si vuole fare della città. In questa città che non ha memoria, dove tradizione e consuetudine sono sinonimi, che non vuole avere identità a nessun livello, la sostituzione dei lampioni è normale. Anche se i vecchi lampioni non sono in buono stato, si possono pulire e sistemare, facendoli restare. Se si tolgono che si farà? Si butteranno? Si regaleranno agli assessori o ai maggiorenti della città? Faranno un museo? La questione non sono gli schieramenti, ma se chi ha seguito la vicenda si è posto il problema. Se si ritiene che non abbiano un valore estetico o storico, va detto chiaramente. Se un assessore che si è candidato ed è espressione della gente, si deve assumere la responsabilità della sostituzione, come lo fecero coloro che levarono i piattini e li sostituirono con i lampioni in ferro battuto“.
A valle di questi interventi, la domanda che ci sembra scontata a questo punto è: qualcuno, anche chi ora si rammarica, ha letto le carte del nuovo appalto prima che venisse assegnato?

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